Famiglia

Tradimento e separazione vanno sempre di pari passo?

Siamo sposati ormai da molto tempo.

Neanche ci ricordiamo più da quanto.

Dopo i primi anni e la nascita dei nostri 2 figli le cose, però, hanno iniziato a non girare più per il verso giusto.

Incomprensioni e litigi erano all’ordine del giorno.

Non riuscivamo neppure a stare nella stessa stanza senza scambiarci offese e sguardi di fuoco.

Per non parlare, poi, dell’indifferenza e dei silenzi che potevano durare anche molti giorni.

Infine, qualche mese fa, sbirciando il telefono di nostra moglie, ci siamo accorti che riceveva degli strani messaggi da un numero sconosciuto, che non aveva neppure salvato in rubrica.

Il testo era sempre molto affettuoso e scherzoso e ci siamo insospettiti.

In breve, abbiamo scoperto che ci tradiva con un suo collega.

Ci siamo subito chiesti se il tradimento di nostra moglie era un motivo sufficiente per richiedere la separazione e, così, mettere fine al nostro matrimonio.

Insomma, tradimento e separazione vanno sempre di pari passo oppure no?

Tradimento e separazione: cosa dice la legge?

Nel momento in cui 2 persone decidono di sposarsi, assumono degli obblighi l’uno nei confronti dell’altra.

Fra questi obblighi c’è anche quello della fedeltà.

In altre parole, nel momento in cui ci sposiamo ci obblighiamo a non intrattenere relazioni sentimentali con altre persone, insomma, a non tradire il nostro partner.

E non fa differenza se si tratta solo di sesso o se il sesso non c’entra affatto.

Anche se la legge prevede l’obbligo di fedeltà, nulla, però, vieta ai coniugi di accordarsi diversamente.

Potrebbero, così, decidere di non rispettare questo obbligo e, quindi, di intrattenere relazioni extraconiugali.

Si tratta, in questo caso, di una libera scelta fatta da entrambi gli sposi, che nessuno può discutere.

Se, però, la coppia non fa questa scelta, è obbligata ad essere fedele.

Così, se uno dei coniugi tradisce, l’altro può rivolgersi al tribunale e chiedere la separazione.

Questo, senza dubbio, è uno dei motivi validi per mettere fine a un matrimonio.

Tradimento e separazione: l’addebito.

Come tutti noi sappiamo, non è mai facile accettare un tradimento e, magari, perdonare l’altro coniuge.

Spesso il tradimento porta a galla dei problemi mai affrontati dagli sposi e diventa la causa principale della rottura del matrimonio.

Il coniuge tradito può, così, decidere di andare in tribunale e chiedere la separazione.

Può anche chiederla con addebito a carico dell’altro, perché quest’ultimo ha violato uno degli obblighi che nascono dal matrimonio [1].

Infatti, la violazione di uno di questi obblighi (fedeltà, coabitazione, assistenza morale e materiale) può sempre essere causa di addebito della separazione.

Tradimento e separazione vanno sempre di pari passo?

Iniziamo col dire che non sempre il tradimento può giustificare l’addebito della separazione.

Infatti, solo quando durante il processo riusciamo a provare che l’infedeltà del nostro partner è stata la causa principale della fine del matrimonio, è possibile ottenere la pronuncia di addebito a carico del coniuge che ha tradito [2].

Diversamente, se non riusciamo a dare questa prova oppure se il nostro partner riesce a dimostrare che il matrimonio zoppicava già da tempo, l’infedeltà non potrà giustificare una pronuncia di addebito.

I giudici della Corte di cassazione hanno anche detto che non basta dimostrare che il comportamento infedele del coniuge ha causato la crisi della coppia.

Per ottenere l’addebito è anche necessario che il tradimento venga provato in causa [3].

Il tradimento, però, non può essere dimostrato riferendo al giudice voci di paese oppure facendogli vedere delle lettere o dei messaggi anonimi o, ancora, delle scritte offensive comparse sul muro davanti a casa.

Dobbiamo, invece, portare in tribunale dei fatti incontestabili o, almeno, dei gravi indizi che dimostrino il comportamento del nostro coniuge.

Se il nostro partner frequenta un’altra persona, toccherà a noi provare, magari con i testimoni o con fotografie, i loro incontri privati e, quindi, la sua infedeltà.

Una volta che abbiamo dimostrato il tradimento del coniuge, dobbiamo poi provare che questo tradimento ha reso impossibile continuare la convivenza.

Dobbiamo essere molto bravi, perché l’altro partner farà di tutto per convincere il giudice che il nostro matrimonio era già in crisi da tempo, tanto che il tradimento non è stato altro che una conseguenza di questa situazione.

Tradimento e separazione: gli effetti dell’addebito.

Può anche sembrare strano, ma gli effetti immediati dell’addebito sono solo di natura economica.

Così, il coniuge che ha violato i doveri che nascono dal matrimonio, causandone la fine, non può ottenere un assegno di mantenimento e ciò anche se ne ha fatto richiesta e si trova in una situazione di debolezza economica rispetto all’altro partner.

Alla pronuncia di addebito consegue anche la perdita di ogni diritto sull’eredità del coniuge.

Infatti, la parte alla quale è stata addebitata la separazione, in caso di morte del coniuge separato, non riceverà neppure un euro [4].

Questo coniuge, però, non perde il diritto di richiedere all’ex gli alimenti, nel caso in cui dovesse trovarsi in gravi condizioni economiche.

Proprio perché l’addebito ha solo conseguenze di natura economica, non assume alcun rilievo nelle decisioni che dovrà prendere il tribunale sull’affidamento dei figli minori e sull’assegnazione della casa coniugale.

Così, in questi casi, non c’è nulla di strano se il giudice decide per l’affidamento condiviso dei figli minori.

Allo stesso modo, al coniuge al quale è stata addebitata la separazione può essere tranquillamente assegnata la casa coniugale se i figli minori continuano a convivere con lui.

Tradimento e separazione: la causa.

Se il tradimento del nostro partner ci ha sconvolto la vita e non ha solo ferito il nostro orgoglio, la decisione che siamo chiamati a prendere non è facile.

Se pensiamo di non poter più continuare a vivere con il nostro coniuge infedele, come abbiamo già detto, dobbiamo rivolgerci al giudice.

Se vogliamo anche la dichiarazione di addebito dobbiamo chiederla espressamente.

L’addebito, infatti, non viene mai pronunciato d’ufficio dal tribunale se la parte interessata non lo domanda.

Infine, per poter ottenere una pronuncia di addebito dobbiamo iniziare una separazione giudiziale, che è molto più lunga e costosa di quella consensuale in cui gli sposi si mettono d’accordo su tutte le condizioni.

  1. Art.143 codice civile.
  2. Art.151 codice civile.
  3. Cass. civ. n.11008 del 9 Maggio 2013.
  4. Art.548 codice civile.