Tutti noi sappiamo che il fumo fa male.
Anche il fumo passivo, come quello attivo, può avere conseguenze negative sia sulla salute delle persone, sia sull’ambiente.
A questo si aggiunga che i mozziconi delle sigarette sono uno tra i rifiuti più inquinanti.
Basta pensare che in essi rimane depositato circa il 50% delle sostanze tossiche che si sprigionano dalla combustione del tabacco.
Non solo.
I mozziconi impiegano fino a 5 anni per essere smaltiti nell’ambiente che ci circonda.
Per queste e altre ragioni, ormai da decenni è in atto una campagna contro il fumo che ha come obiettivo non solo la tutela della salute, ma anche quella dell’ambiente.
Forse non tutti sanno che, a questo scopo, una decina di anni fa è stata pubblicata una legge che ha vietato gettare mozziconi di sigaretta, non solo a terra, ma anche nei laghi, nei fiumi, nel mare e negli scarichi urbani [1].
Vediamo, allora, cosa rischiamo se gettiamo dei mozziconi a terra.
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Vietato gettare mozziconi di sigaretta a terra: cosa dice la legge?
Nel lontano 2003 il parlamento aveva introdotto, per la prima volta nel nostro Paese, il divieto di fumare al chiuso nei locali pubblici [2].
Si era trattato di una vera e propria rivoluzione che aveva modificato il modo di vivere di molti italiani, costretti a rinunciare alla sigaretta al bar con gli amici, al ristorante dopo una cena o sul posto di lavoro.
Il divieto, pian piano, è stato esteso anche alle aree all’aperto, come nei pressi delle scuole o nei parchi pubblici.
É di questi giorni il provvedimento del comune di Milano che, addirittura, impedisce di fumare per la strada.
Può sembrare eccessivo, ma ormai è questa la tendenza ed è meglio farsene una ragione.
Nonostante tutte queste regole, però, capita ancora spesso di vedere dei mozziconi abbandonati a terra, sulla strada, in spiaggia o nei parchi.
Non dimentichiamo che il divieto non riguarda solo i mozziconi di sigaretta, ma anche le gomme da masticare, gli scontrini e i fazzoletti di carta.
La finalità della legge non è solo quella di mantenere pulite le nostre città, ma anche di evitare l’inquinamento dell’ambiente.
A ben vedere, però, il comportamento dei fumatori indisciplinati che gettano i mozziconi per terra è punito anche dal codice della strada, che fra i comportamenti vietati ricomprende pure quello di chi butta dal finestrino di un’auto in sosta o in marcia dei rifiuti [3].
Vietato gettare mozziconi di sigaretta a terra: la multa.
Come spesso accade, quando la legge vieta un comportamento, stabilisce anche delle sanzioni per chi non rispetta le regole.
In questo caso chi getta a terra una gomma da masticare o uno scontrino è punito con una multa che va da 30 a 150 euro.
Mentre se un fumatore getta a terra un mozzicone di sigaretta la sanzione può essere aumentata fino al doppio.
In altre parole, potremo essere costretti a pagare addirittura 300 euro per un solo mozzicone buttato sul marciapiede.
Che si tratti di una distrazione o di un gesto incivile poco conta.
Ci può comunque costare molto caro.
Una cosa però ci tranquillizza un po’.
Sembra che i vigili e i carabinieri preferiscano occuparsi di altre faccende e non siano soliti multare i fumatori indisciplinati.
Ad esempio, a Torino in 6 anni sono stati multati solo 15 fumatori per aver gettato a terra dei mozziconi.
É ancora più pesante, invece, la multa se gettiamo un mozzicone di sigaretta dal finestrino della nostra auto.
In questi casi il codice della strada punisce l’automobilista fumatore con una multa che va da un minimo di 216 euro a un massimo di 866 euro.
Cosa dice la cassazione?
Abbiamo già detto che è vietato gettare mozziconi di sigaretta per terra.
Se lo facciamo e veniamo beccati da un vigile o da un carabiniere, rischiamo di dover mettere mano al portafoglio e sborsare una somma piuttosto elevata.
In alcuni casi, se gettiamo a terra un mozzicone di sigaretta, rischiamo, addirittura, di finire in carcere.
Questo succede se la nostra condotta viene considerata pericolosa per gli altri, così da far scattare l’accusa di getto pericoloso di cose, che è un vero e proprio reato punito dal codice penale [4].
Allora, se per questo motivo finiamo davanti a un giudice, corriamo il rischio di essere condannati a un mese di prigione o a pagare una multa fino a 206 euro.
Non è sono il problema della pena o della multa, ma soprattutto quello di venir coinvolti in un processo penale con tutto ciò che comporta.
Ad esempio, dover pagare un avvocato oppure, se va tutto male, sporcarsi la fedina penale.
La corte di cassazione in una recente sentenza ha confermato la decisione di un tribunale che aveva punito un condòmino che lanciava mozziconi di sigaretta sul balcone del vicino e secchi d’acqua sui panni stesi.
Infatti, questo comportamento è stato considerato dai giudici tale da disturbare e offendere le persone o, comunque, da sporcare un luogo pubblico o privato e questo anche se nessuno aveva subito un danno.
Di qui la condanna del fumatore [5].
Vietato gettare mozziconi di sigaretta a terra: obblighi dei comuni.
La legge oltre a dire che è vietato gettare mozziconi a terra, nelle acque o negli scarichi, ha anche introdotto degli obblighi per i comuni che devono contribuire, a loro volta, a mantenere pulite le nostre città.
Così è stato stabilito che, per aiutare i fumatori a non gettare a terra i mozziconi, i comuni devono mettere nelle strade, nei parchi, nelle piazze e in ogni altro luogo in cui le persone sono solite ritrovarsi, degli appositi contenitori per la raccolta dei mozziconi stessi.
Sempre la legge prevede che i comuni, in collaborazione con il ministero dell’ambiente, devono promuovere delle campagne informative per educare i fumatori sulle conseguenze negative che l’abbandono dei mozziconi può causare all’ambiente.
Poiché a distanza di quasi 10 anni dall’introduzione di queste nuove regole, i nostri marciapiedi, le spiagge e i parchi sono ancora pieni di mozziconi di sigaretta, dobbiamo concludere che l’obiettivo della legge non sia stato ancora raggiunto.
- Art.40 legge n.221 del 28 dicembre 2015.
- Legge n.3 del 16 gennaio 2003.
- Art.15 codice della strada.
- Art.674 codice penale.
- Cass. pen. n.9474 del 27 marzo 2018.






