Norme e Diritto

Cosa fare se il vicino non taglia la siepe?

Non sempre i rapporti coi vicini vanno bene.

Ogni scusa è buona per discutere e, a volte, litigare.

Ad esempio, Il pallone che rimbalza nel nostro giardino, il cane che abbaia giorno e notte o la siepe del vicino che invade la nostra proprietà.

In questi casi, a chi non è mai venuto in mente di farsi giustizia da sé e, magari, bucare il pallone del vicino o con una forbice tagliare i rami che sporgono nel nostro giardino?

Sappiamo, però, che non è una buona idea.

Innanzitutto, perché non è permesso dalla legge e, poi, perché questi comportamenti peggiorerebbero solo i rapporti col vicino.

Allora cerchiamo di capire cosa fare se il vicino non taglia la siepe, senza violare la legge e senza rovinare i rapporti con lo stesso.

Le distanze delle piante dal confine.

Innanzitutto, prima di vedere cosa fare se il vicino non taglia la siepe, cerchiamo di capire se i suoi alberi (o magari i nostri) rispettano le distanze dal confine previste dalla legge [1].

Per la verità le regole stabilite dalla legge valgono solo nel caso in cui i regolamenti dei comuni non dicono nulla.

Vediamo quali sono queste regole:

  • gli alberi di alto fusto (ad esempio le querce, i pini, i castagni, i cipressi e, in genere, gli alberi più alti di 3 metri) devono stare a 3 metri dal confine;
  • gli alberi fino a 3 metri di altezza, invece, devono stare a un metro e mezzo dal confine;
  • le siepi, le viti e le piante da frutto che raggiungono un’altezza non superiore a 2 metri e mezzo devono stare a mezzo metro dal confine;
  • le siepi di ontano oppure di castagno e di alberi che vengono normalmente tagliati vicino al ceppo, devono stare a un metro dal confine;
  • le siepi di robinie devono stare a 2 metri dal confine.

Queste regole valgono solo se tra i terreni confinanti non c’è un muro divisorio.

Se il muro c’è, le distanze dal confine che abbiamo appena visto possono anche non essere rispettate.

Questo, però, solo se le siepi sono alte come il muro divisorio o un po’ meno.

Se, invece, sono più alte del muro devono, comunque, rispettare le distanze stabilite dal regolamento comunale o, in mancanza, quelle stabilite dalla legge.

Non dimentichiamo che se una siepe non rispetta la distanza legale dal confine, il vicino può chiedere che venga sradicata.

Può farlo anche se i rami non invadono la sua proprietà e non gli danno alcun fastidio.

Come al solito, se provvediamo spontaneamente a levare la pianta oppure a spostare indietro la siepe fino a rispettare la distanza legale, la questione si può chiudere senza strascichi.

Diversamente, il vicino potrà farci causa e, quindi, trascinarci in tribunale.

Cosa fare se il vicino non taglia la siepe?

Non basta che gli alberi siano tenuti a una distanza giusta dal confine.

Spesso i rami degli alberi oltrepassano il confine stesso, creando problemi al vicino di casa.

Anche se la legge non parla espressamente di siepi ma solo di alberi, non c’è dubbio sul fatto che le siepi possano rientrare nella nozione più ampia di alberi.

Allora, anche per le siepi valgono le regole stabilite per gli alberi nel caso in cui i loro rami sconfinino sul terreno del vicino.

A pensarci bene, sarebbe facile prendere una forbice e tagliare tutti i rami che sporgono sulla nostra proprietà.

Ma noi non amiamo le soluzioni semplici!

Anzi, se tagliamo i rami della siepe del vicino, senza il suo consenso, rischiamo di essere querelati per esercizio arbitrario delle proprie ragioni e, così, di finire in carcere fino a un anno [2].

Altre volte si è parlato di danneggiamento, anche nel caso in cui i rami sporgenti della siepe del vicino ostacolavano il passaggio di un’auto [3].

Insomma, se il vicino non vuol sentire ragioni, non ci resta che rivolgerci a un avvocato chiedendogli di iniziare una causa.

Speriamo che almeno il giudice ci risolva il problema, visto che non possiamo farlo da soli.

Davanti al giudice se il vicino non taglia la siepe?

Una volta che abbiamo chiesto amichevolmente al vicino di tagliare i rami che sporgono sulla nostra proprietà, senza ottenere alcun risultato, conviene provarci con una raccomandata con avviso di ricevimento.

Nella raccomandata inviteremo il vicino a tagliare i rami entro 15 giorni dal ricevimento o in un diverso termine scelto da noi (non c’è una regola precisa al riguardo).

Se anche questa volta il vicino fa orecchie da mercante, non resta altro da fare che rivolgerci a un avvocato.

Il legale ci spiegherà come procedere in sede giudiziaria, i tempi e i costi che dovremo affrontare.

A questo punto, se riteniamo che davvero ne valga la pena, si parte.

Il giudice non dovrà fare altro che accertare se i rami della siepe del vicino oltrepassano veramente il confine della nostra proprietà e ordinare al vicino stesso di tagliarli.

Si procede normalmente con un atto di citazione e, quindi, con una causa ordinaria, con i tempi che possiamo ben immaginare.

Se, invece, riteniamo che la situazione sia talmente grave che occorre immediatamente porvi rimedio, possiamo depositare un ricorso d’urgenza.

Il giudice, sentite le parti e raccolte le prove ritenute necessarie, ordinerà al vicino di tagliare i rami che sporgono sulla nostra proprietà.

Non c’è dubbio che una causa di questo tipo, se ci sono davvero i motivi d’urgenza, durerà molto meno di una causa ordinaria.

Non dimentichiamo, però, che in una causa d’urgenza non possiamo chiedere al vicino il risarcimento degli eventuali danni che abbiamo subito.

Questa richiesta può essere fatta solo nel corso di un giudizio ordinario.

Infine, se anche a seguito del provvedimento del tribunale, il vicino non fa nulla, dobbiamo rivolgerci all’ufficiale giudiziario, il quale provvederà di forza a far tagliare i rami della siepe del vicino che sconfinano sulla nostra proprietà, a spese di quest’ultimo.

C’è solo da sperare che il vicino ci rimborsi le spese che abbiamo sostenuto, altrimenti non è ancora finita.

Occorrerà pignorargli i beni o lo stipendio per recuperare i nostri soldi.

Se il vicino non taglia le radici?

A qualcuno potrà sembrare strano ma se a sconfinare nella nostra proprietà non sono i rami della siepe del vicino ma le sue radici siamo liberi di tagliarle.

Possiamo farlo direttamente noi senza nemmeno chiedere il permesso al vicino.

Non ci serve neppure un provvedimento del giudice che ci autorizzi a farlo.

Il perché di questa diversa regola potrebbe non risultare così chiaro, ma alla fin fine poco ci interessa.

Ci basti sapere che se facendo degli scavi nel nostro giardino troviamo le radici della siepe o di un qualsiasi albero del vicino, possiamo tranquillamente tagliarle senza dover rendere conto a nessuno.

  1. Art.892 codice civile.
  2. Art.393 codice penale.
  3. Cass. pen. n.26563 del 7 luglio 2011.