Circolazione Stradale

Autovelox fissi e mobili: le ultime novità

Ogni automobilista, soprattutto quando schiaccia il piede sull’acceleratore, è consapevole del rischio che corre se incrocia un autovelox.

Infatti, oltre a una multa pesante, potrebbe ritrovarsi con la patente sospesa e perdere anche i punti della patente stessa.

Allora, per limitare i danni, molti preferiscono pagare la contravvenzione entro 5 giorni dalla data di notifica così da risparmiare qualche euro.

Il solito amico che ne sa sempre una più degli altri, ci ha appena detto che è meglio verificare bene il verbale prima di mettere mano al portafoglio, perché alcune regole sugli autovelox sono cambiate.

Magari riusciamo a non pagare la multa o a farcela annullare dal giudice di pace o dal prefetto.

Avrà ragione?

In questo articolo cercheremo di spiegare come sono cambiate le regole sugli autovelox fissi e mobili.

Potremo, così, decidere consapevolmente se pagare la multa (magari entro 5 giorni dalla notifica del verbale per risparmiare un po’ di soldi) oppure impugnarla.

Che differenza c’è tra autovelox fissi e mobili?

Gli autovelox sono strumenti utilizzati per rilevare la velocità di un’automobile o di qualsiasi altro mezzo (motocicletta, tir, autobus e così via).

Sono muniti anche di una macchina fotografica che riprende la targa della vettura che supera il limite di velocità [1].

Distinguiamo autovelox fissi e mobili in base alle loro caratteristiche.

L’autovelox fisso è quello collocato in modo stabile su alcune strade e funziona senza la presenza di un agente di polizia.

Di solito si trova all’interno di una scatola metallica posizionata ai bordi della strada.

Segnalato da appositi cartelli, funziona sia di giorno che di notte.

La macchina fotografica, infatti, è dotata di un flash o di un sistema ad infrarossi. 

L’autovelox mobile, a differenza di quello fisso, è, invece, azionato da un poliziotto, da un carabiniere oppure da un vigile urbano.

Ne esistono di due tipi.

Quello collocato sulle auto di servizio delle forze dell’ordine, che fotografa le targhe dei mezzi che superano il limite di velocità e il c.d. telelaser.

Quest’ultimo è una specie di pistola laser che l’agente punta verso una vettura di passaggio, rilevandone la velocità sul display.

L’agente che usa il telelaser, però, deve fermare subito l’automobilista per contestargli la violazione e fargli la contravvenzione [2].

Nel caso degli altri autovelox fissi e mobili, invece, la multa arriva direttamente a casa nostra entro 90 giorni dal momento in cui abbiamo commesso la violazione.

Negli ultimi anni le forze dell’ordine hanno iniziato ad utilizzare anche un altro dispositivo per il controllo della velocità (c.d. scout speed).

Si tratta di uno strumento installato direttamente sulle auto della polizia che consente agli agenti di scovare gli automobilisti che corrono effettuando controlli in movimento.

In altre parole, l’auto su cui lo scout speed è montato circola per le strade e verifica la velocità dei mezzi che rientrano nel suo campo di azione e che vengono puntati dal dispositivo, anche se marciano in senso contrario.

Che cosa cambia per gli autovelox?

Il governo ha sentito la necessità di intervenire in materia, anche per cercare di porre fine all’azione di fleximan, il killer degli autovelox.

Ha così stabilito che gli autovelox fissi possano essere installati solo su strade dove il rischio di incidenti è molto elevato.

Possono essere collocati anche sulle strade dove non è possibile fermare gli automobilisti per contestare loro l’eccesso di velocità.

Allo stesso modo non è più possibile installare autovelox fissi sulle strade extraurbane principali (dove il limite di velocità è di 110 chilometri orari) se il proprietario della strada ha fissato un limite inferiore a 90 chilometri orari.

In altre parole, quando il limite di velocità è più basso di oltre 20 chilometri orari rispetto a quello stabilito dalla legge per quel tipo di strada, l’autovelox fisso non può essere installato.

Ricordiamo tutti che le strade extraurbane principali sono quelle con 2 carreggiate indipendenti divise da uno spartitraffico, con almeno 2 corsie per senso di marcia.

Facciamo un esempio.

La legge stabilisce che sulle strade extra urbane a scorrimento veloce il limite di velocità, come già detto, è fissato a 110 chilometro orari.

Se in presenza di una curva pericolosa il limite è stato ridotto a 80 chilometri orari, in base alle nuove regole non sarà più possibile effettuare il controllo della velocità con un autovelox proprio perché il limite è inferiore di oltre 20 chilometri orari rispetto a quello previsto dal codice della strada.

In città, poi, non si possono usare gli autovelox fissi se il limite di velocità è sotto i 50 chilometri orari.

Questo, però, solo se non è possibile contestare immediatamente la violazione al trasgressore.

Insomma, non sarà più possibile installare gli autovelox nelle zone dei comuni dove il limite di velocità è di 30 chilometri orari.

Ma non finisce qui.

A dimostrazione che i controlli sulla velocità non devono avere una funzione punitiva, ma servire a garantire una maggiore sicurezza sulle strade, sono previsti ulteriori limiti sull’uso degli autovelox.

Sulle strade extra urbane, ad esempio, l’autovelox deve essere collocato ad una distanza di almeno un chilometro dal cartello che indica l’inizio del limite di velocità.

L’uso degli scout speed, invece, è fortemente limitato.

Questi dispositivi, infatti, possono essere utilizzati solo quando non sia possibile controllare la velocità con un autovelox fisso e mobile.

Infine, quando la polizia fa uso dello speed scout è obbligata a tenere acceso il lampeggiante blu e ad avvisare gli automobilisti, attraverso il display posizionato sull’auto di servizio, che sta controllando la velocità attraverso questo dispositivo.

Quando entrano in vigore queste nuove regole.

Il governo ha stabilito che i comuni hanno un anno di tempo per adeguarsi alle nuove regole.

Nel caso non lo facciano, dovranno rimuovere gli autovelox che potranno essere ricollocati soltanto quando si metteranno in regola.

Autovelox fissi e mobili: le regole ancora valide.

Già ora è d’obbligo avvisare gli automobilisti della presenza di autovelox fissi e mobili con cartelli ben visibili e non coperti da vegetazione o altri ostacoli.

Ma a quale distanza devono essere collocati questi cartelli?

Il codice della strada non dà indicazioni precise.

Dice solo che la distanza deve essere adeguata.

Allora, dovrà certamente essere maggiore sulle strade extra urbane, dove gli automobilisti vanno più veloci e minore sulle strade urbane dove, invece, vanno più lenti.

Così potrà essere sufficiente un preavviso di 250 metri sulle strade extra urbane dove si viaggia ad una velocità di 110 chilometri orari, e di 80 metri su quelle urbane dove si viaggia a 50 chilometri orari.

Il cartello, infine, non potrà essere posizionato a più di 4 chilometri di distanza dall’autovelox.

Ricordiamo, infine, che il cartello deve essere riposizionato dopo ogni incrocio.

  1. Art.142 codice della strada.
  2. Art.200 codice della strada.