Dopo un anno di duro lavoro tutti noi aspettiamo le vacanze per rilassarci un po’.
C’è, invece, qualcuno che in vacanza non ci va e attende proprio questo momento per intrufolarsi in casa nostra.
Augurandoci che ciò non accada mai, può essere comunque utile prendere tutte le precauzioni possibili per proteggere la nostra abitazione.
Abbiamo già installato un buon antifurto e ora stiamo pensando a un impianto di videosorveglianza.
Dobbiamo solo capire dove si possono mettere le telecamere per evitare di sbagliare e beccarci una bella multa.
Indice dei contenuti
Dove si possono mettere le telecamere nel condominio?
Se viviamo in un condominio, per montare un impianto di videosorveglianza dobbiamo rispettare delle regole ben precise.
La legge, infatti, stabilisce chiaramente dove si possono mettere le telecamere e in quali casi.
Innanzitutto, la decisione di installare un impianto di videosorveglianza deve essere presa dall’assemblea dei condòmini con tanti voti che rappresentino la maggioranza dei presenti e almeno la metà dei millesimi del condominio [1].
Una volta collocate le telecamere, dobbiamo sempre segnalarle mettendo un apposito cartello “area videosorvegliata”.
Dobbiamo anche fare in modo che le telecamere inquadrino solo le zone comuni dell’edificio e non quelle di proprietà esclusiva dei singoli condòmini.
Ad esempio, non possiamo mettere una telecamera che riprende, anche solo parzialmente, la porta di ingresso dell’appartamento del nostro vicino.
Se la maggioranza non vuole installare telecamere nel condominio, niente paura, possiamo farlo noi.
In questo caso, però, non possiamo mai inquadrare le parti comuni dell’edificio, ma solo la nostra proprietà esclusiva.
Per intenderci non possiamo filmare quello che succede sul pianerottolo, nell’ingresso dello stabile, sulle scale, in portineria, nel corsello dei box e così via.
Possiamo solo inquadrare la porta d’ingresso del nostro appartamento e quella parte del pianerottolo adiacente alla porta stessa, magari il nostro balcone, ma nulla di più.
In questo caso non abbiamo bisogno di alcuna autorizzazione, né della questura, né degli altri condomini, e ciò anche se installiamo la telecamera sulla parete comune.
Infine, se montiamo una telecamera finta al solo scopo di scoraggiare il ladruncolo di turno, non dobbiamo neppure rispettare le regole che abbiamo appena visto.
Infatti, queste telecamere possono essere installate senza alcun limite e non richiedono alcuna autorizzazione.
Si possono mettere le telecamere in casa propria?
Se viviamo in una villetta o in una casa indipendente possiamo tranquillamente installare una o più telecamere nel nostro giardino privato senza chiedere alcuna autorizzazione ai vicini oppure alla polizia.
Possiamo anche orientarle in modo da riprendere il cancelletto di ingresso della casa oppure quello del cortile.
In questo caso è possibile inquadrare anche una parte del marciapiede adiacente al nostro cancelletto di ingresso.
Ricordiamo, però, che quando la telecamera è collocata all’esterno della nostra proprietà è sempre necessario mettere un cartello di avviso (“area videosorvegliata”).
Per non violare le regole a tutela della privacy, dobbiamo stare attenti che nelle riprese non vengano immortalati i visi delle persone che camminano sulla pubblica via, ma solo di quelle che si avvicinano al nostro citofono o che attraversano il cancello.
Per lo stesso motivo non è consentito riprendere le targhe delle macchine che circolano sulla strada.
Ricordiamo, infine, che con le telecamere non possiamo controllare la domestica che lavora in casa nostra, se prima non abbiamo chiesto ed ottenuto l’autorizzazione da parte dell’Ispettorato del lavoro.
Dobbiamo anche informare la lavoratrice della presenza dell’impianto di videosorveglianza.
Se, invece, sospettiamo che la domestica rubi in casa, oppure la badante maltratti un nostro caro o la baby-sitter il nostro bambino, possiamo tranquillamente controllarle, anche attraverso una telecamera nascosta e senza richiedere alcuna autorizzazione.
Non possiamo, invece, registrare quello che fa nostra moglie o la nostra convivente in casa mentre noi siamo al lavoro.
Questo tipo di controllo non è mai consentito e chi lo fa rischia di finire in galera.
I cartelli di avviso “area videosorvegliata”.
Abbiamo già detto che quando si collocano delle telecamere nel condominio è necessario appendere dei cartelli che avvisano i terzi, ma anche gli stessi condòmini, della presenza dell’impianto di videosorveglianza.
Devono farlo pure i privati quando installano delle telecamere nelle zone perimetrali della propria abitazione per sorvegliare eventuali accessi non autorizzati.
In questi casi i cartelli vanno esposti vicino alla zona inquadrata dalle telecamere.
I cartelli devono segnalare, oltre alla presenza dell’impianto, anche chi lo ha montato e per quali motivi (in genere si tratta di “motivi di sicurezza”).
Ricordiamo, inoltre, che non possono rimanere nascosti, ma devono essere appesi in una zona ben visibile.
Anche se abbiamo collocato una sola telecamera, è comunque obbligatorio esporre il cartello informativo con la scritta “area videosorvegliata“.
Sul cartello deve essere sempre raffigurata una telecamera, di solito su fondo giallo.
Sotto l’immagine va indicato:
- il nome di chi esegue la registrazione;
- il tempo in cui la registrazione viene conservata (da 24 a 48 ore al massimo);
- i motivi della registrazione;
- se i dati vengono trasmessi ad un’agenzia di videosorveglianza;
- i diritti delle persone riprese.
Per assicurarne la leggibilità, i cartelli devono avere una dimensione di almeno 20×30 centimetri e se il luogo sorvegliato è molto ampio dobbiamo appenderne più di uno.
Attenzione perché, se non esponiamo i cartelli di avviso “area videosorvegliata”, rischiamo una multa molto salata (da 2.500 a 36.000 euro).
Non dimentichiamo, infine, che i cartelli, oltre a svolgere una funzione informativa, servono anche a scoraggiare eventuali malintenzionati.
Dove si possono mettere le telecamere: le sanzioni.
Dopo aver spiegato dove si possono mettere le telecamere, vediamo ora quali sono le sanzioni previste dalla legge se violiamo queste regole.
Iniziamo subito col dire che se attraverso un impianto di videosorveglianza ci procuriamo delle immagini private di un terzo, senza averne diritto, rischiamo di finire in carcere.
Rischiamo la galera anche se diffondiamo le immagini raccolte, ad esempio, attraverso un giornale, una trasmissione televisiva oppure pubblicandole sui social.
Stiamo parlando del reato di interferenze illecite nella vita privata.
Con questo reato [2] lo Stato vuole tutelare la privacy delle persone quando si trovano nella propria abitazione (o nel proprio ufficio).
La pena prevista è piuttosto pesante e va da 6 mesi a 4 anni di carcere.
- Art.1122 ter codice civile.
- Art.615 bis codice penale.






