Famiglia

La moglie può testimoniare a favore del marito?

Siamo stati coinvolti in un brutto incidente stradale e la macchina è completamente distrutta.

Abbiamo già parlato con il nostro assicuratore, il quale ci ha detto che ci sono dei dubbi su quello che è realmente accaduto.

Non si capisce, infatti, di chi è la colpa e, per questo, non vuole pagare.

Gli diciamo subito che non eravamo da soli quando è successo il fatto, perché in auto c’era anche nostra moglie.

L’assicuratore, però, ci risponde che non cambia nulla perché la moglie in questi casi non può testimoniare.

Ma è proprio così?

Insomma, la moglie può testimoniare a favore del marito oppure no?

Cerchiamo di scoprirlo insieme.

Chi può testimoniare in una causa?

In una causa civile può testimoniare solo chi non ne è parte.

Così non può testimoniare il c.d. attore e cioè chi promuove la causa.

Non può testimoniare neppure chi viene chiamato in giudizio e cioè il c.d. convenuto.

Non può farlo chi è parte, ma anche chi potrebbe esserlo perché ha un interesse nella causa.

Questa regola, però, non vale nel processo penale in cui la vittima del reato, anche se interviene nel procedimento (costituendosi parte civile), può essere sempre sentita come testimone.

Anzi, spesso, sono proprio le dichiarazioni della vittima a far condannare l’imputato.

Inutile dire, infine, che l’avvocato non può mai testimoniare a favore di un suo cliente.

La moglie può testimoniare a favore del marito: cosa dice la legge?

Qualche tempo fa il nostro assicuratore avrebbe avuto ragione.

Infatti, la legge stabiliva che il coniuge (come i parenti e gli affini in linea retta) non potevano testimoniare [1].

Molti sono convinti che sia ancora così.

Tuttavia, è da tanti anni che la Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo l’articolo che prevedeva questo divieto [2].

Oggi, dunque, la moglie può testimoniare a favore del marito.

Dobbiamo, però, stare attenti, perché, pur non esistendo più un divieto generale di testimoniare, ci sono alcuni casi in cui ancora oggi non è consentito.

La differenza sta nel fatto che non è più la legge a stabilirlo, ma il giudice che, di volta in volta, valuta quando la moglie può testimoniare a favore del marito e quando, invece, non lo può fare.

Pensiamo ad una moglie in comunione dei beni col marito che viene chiamata a testimoniare in una causa avviata per ottenere la restituzione di un bene che entrerebbe nel patrimonio comune dei coniugi.

In questo caso la moglie non può testimoniare a favore del marito [3].

La ragione del divieto è chiara.

La donna ha un evidente interesse nella causa.

Infatti, se la domanda del marito venisse accolta anche lei ne ricaverebbe un guadagno economico.

Cerchiamo, allora, di capire meglio, distinguendo il caso in cui i coniugi sono in comunione dei beni da quello in cui, invece, non lo sono.

La moglie può testimoniare a favore del marito in comunione dei beni?

Iniziamo subito col dire che la comunione dei beni, da sola, non basta per impedire a uno dei coniugi di testimoniare per l’altro.

Il giudice deve sempre valutare caso per caso la situazione prima di decidere il da farsi.

Ad esempio, se la causa riguarda un bene in comunione (come l’abitazione familiare in comproprietà dei coniugi oppure dei titoli cointestati depositati in banca) la moglie non può testimoniare a favore del marito perché ha un evidente interesse nella causa, che potrebbe consentirle di partecipare alla causa stessa.

Insomma, non è mai ammessa la testimonianza di uno dei coniugi in comunione dei beni in una causa nella quale il coniuge stesso potrebbe ottenere un vantaggio economico.

Se, ad esempio, la casa familiare venisse pignorata dai creditori del marito, la moglie non potrebbe testimoniare a favore di quest’ultimo nel giudizio di opposizione al pignoramento.

L’annullamento del pignoramento stesso, infatti, porterebbe un evidente guadagno anche alla moglie.

In conclusione, se dalla causa un coniuge può guadagnarci qualcosa, non può fare da testimone nella causa stessa.

Diversamente la moglie può testimoniare a favore del marito quando non ha alcun interesse economico nel giudizio.

La moglie può testimoniare a favore del marito in separazione dei beni?

La moglie in separazione dei beni può sempre testimoniare in favore del marito.

C’è solo un caso in cui non può farlo.

É quello in cui i coniugi, anche se hanno scelto il regime patrimoniale della separazione dei beni, abbiano acquistato qualcosa insieme e, quindi, l’abbiano cointestata.

Allora se la causa riguarda il bene in comproprietà, i motivi che impediscono alla moglie di testimoniare per il marito sono gli stessi che abbiamo già visto nel paragrafo precedente in relazione alla comunione dei beni.

I parenti possono testimoniare?

Abbiamo già detto che la moglie non può testimoniare a favore del marito se ha un interesse economico nella causa.

In altre parole, se può guadagnarci qualcosa.

Si tratta di un caso di incapacità a testimoniare.

Non confondiamo, però, questa incapacità, che impedisce al coniuge di testimoniare, con l’attendibilità del testimone, che viene sempre valutata dal giudice.

Pensiamo ad un parente, che non ha alcun interesse economico nella causa in cui viene chiamato a testimoniare e che, quindi, potrà farlo senza problemi.

Ma il giudice, tenuto conto del rapporto di parentela che il testimone ha con l’attore o il convenuto, dovrà sempre valutarne la credibilità.

Non confondiamo neppure l’incapacità a testimoniare dal diritto di astenersi dal testimoniare.

Questa possibilità è prevista solo nel processo penale, quando con la propria testimonianza la moglie o un altro parente dell’imputato lo può danneggiare.

In particolare, non sono obbligati a testimoniare nel processo penale [4]:

  • il marito o la moglie dell’imputato;
  • chi è unito civilmente con l’imputato stesso;
  • i suoi genitori;
  • i figli anche adottati e i nipoti;
  • i fratelli e le sorelle;
  • gli zii;
  • gli affini (ad esempio il suocero e la suocera, i cognati, il genero e la nuora).

I parenti non hanno diritto ad astenersi quando sono stati loro stessi a presentare la querela o la denuncia.

Non possono astenersi neppure quando sono la parte offesa del procedimento penale e, cioè, quando sono loro stessi ad essere vittime del reato.

  1. Art.247 codice di procedura civile.
  2. Corte cost. n.248 del 23 luglio 1974.
  3. Cass. civ. n.9304 del 2015.
  4. Art.199 codice di procedura penale.