Norme e Diritto

Escludere dal testamento un figlio: si può fare?

Nel momento in cui lasceremo questo mondo, tutte le nostre proprietà passeranno ai nostri eredi.

Questa volta possiamo stare tranquilli, tanto non dobbiamo fare nulla.

La legge, infatti, detta delle regole precise, stabilendo chi sono i nostri eredi e qual è la quota che spetta a ciascuno di loro.

Alle volte, però, la faccenda si complica.

Può capitare che i rapporti con la nostra famiglia siano tesi al punto che non abbiamo piacere che alcuni eredi indicati dalla legge ricevano anche un solo spillo di quanto ci appartiene.

In questi casi, così come in altri in cui desideriamo che il nostro patrimonio arrivi nelle mani di una persona in particolare, dobbiamo darci da fare e scrivere il nostro testamento.

Solo in questo modo, infatti, possiamo stare sicuri che la nostra eredità arriverà nelle mani del prescelto con buona pace degli eredi designati per legge.

Però, non è sempre così.

La legge, infatti, protegge alcuni eredi (il coniuge, i genitori e i figli), ai quali, salvo casi particolari, riserva sempre una quota dell’eredità.

Cerchiamo, allora, di capire se è possibile escludere dal testamento un figlio così da evitare che erediti i nostri beni.

Escludere dal testamento un figlio: cosa dice la legge?

Il coniuge superstite e i figli hanno sempre diritto a ricevere una fetta della nostra eredità nella misura stabilita dalla legge.

In particolare, se non facciamo testamento, tutti i nostri beni, nessuno escluso, verranno divisi proprio fra coniuge e figli.

Ad esempio, se alla nostra morte lasciamo il coniuge e un solo figlio, l’eredità verrà divisa a metà tra loro.

Se, invece, lasciamo il coniuge e due figli, l’eredità verrà divisa fra questi in parti uguali, cioè 1/3 ad ognuno di essi [1].

Solo se non lasciamo né coniuge né figli, saranno altri parenti ad ereditare i nostri beni.

Se, invece, facciamo testamento, dobbiamo stare attenti perché non possiamo escludere dal testamento un figlio.

I nostri figli, compresi quelli adottivi, come il coniuge, o, in mancanza di essi, i figli dei nostri figli o i nostri genitori e i nonni (c.d. eredi legittimari) devono sempre partecipare alla distribuzione dei nostri beni, anche se in minima parte.

Escludere dal testamento un figlio: la quota disponibile.

Se abbiamo fatto testamento, il nostro patrimonio può essere diviso in due parti.

Una parte, c.d. quota disponibile, che possiamo lasciare a chi vogliamo, anche a persone che non appartengono alla nostra famiglia, oppure ad associazioni di beneficenza, alla parrocchia e così via.

L’altra parte, c.d. quota indisponibile, deve, invece, arrivare necessariamente al coniuge, ai nostri discendenti (figli o figli dei nostri figli) e in alcuni casi ai nostri ascendenti (genitori o nonni).

Le due parti, disponibile ed indisponibile, variano a seconda del numero di legittimari che lasciamo.

Così, se abbiamo un solo figlio, la quota a lui riservata è pari alla metà del nostro patrimonio (del resto possiamo fare ciò che vogliamo).

Se i figli sono due spetterà loro non meno dei 2/3.

Allora, o facciamo in modo di non lasciare nulla ai nostri eredi, oppure, che lo vogliamo o no, qualcosa ai nostri figli arriverà comunque.

Escludere dal testamento un figlio: come difendersi?

Il figlio escluso dal testamento può:

  • lasciar perdere e accettare la scelta fatta dal padre;
  • accordarsi con gli altri eredi ottenendo da questi ultimi la quota riservatagli dalla legge (in questo caso conviene firmare un atto pubblico davanti a un notaio);
  • impugnare il testamento.

Escludere dal testamento un figlio: l’impugnazione.

Siamo abituati a pensare che ci sia sempre un modo per aggirare la legge.

Quindi, se vogliamo escludere dal testamento un figlio, in qualche modo lo possiamo fare?

Non è così.

O meglio, nessuno ci impedisce di fare testamento e di nominare erede universale il nostro nuovo compagno, la parrocchia, oppure la badante che ci ha curato per anni, lasciando a bocca asciutta nostro figlio.

In questi casi, però, la legge attribuisce al figlio, escluso dal testamento, la possibilità di impugnarlo, così da ottenere quanto riservatogli dalla legge.

Per farlo deve rivolgersi a un avvocato.

Il legale, prima di fare causa, avvierà una procedura di mediazione allo scopo di risolvere la controversia in modo amichevole.

Se gli interessati non trovano un accordo, l’avvocato citerà in giudizio, davanti al tribunale del luogo in cui è deceduta la persona della cui eredità si tratta, gli eredi nominati nel testamento.

Chiederà, quindi, al giudice di verificare se sono stati violati i suoi diritti e cioè se ha ricevuto meno di quello che gli spetta per legge.

A tal fine il tribunale dovrà ricostruire il patrimonio ereditario.

Prenderà in considerazione non solo i beni che erano di proprietà del defunto al momento della sua morte, ma anche quelli donati in vita al figlio e alle altre persone nominate nel testamento.

Nel caso in cui le donazioni ricevute dal figlio risultino pari o superiori alla quota a lui riservata dalla legge, il giudice convaliderà comunque il testamento dal quale il figlio stesso era stato escluso.

Quando è possibile escludere dal testamento un figlio?

Forse non tutti sanno che in alcuni casi è possibile escludere dal testamento un figlio.

Si tratta di situazioni estreme in cui il figlio ha commesso atti molto gravi nei confronti dei genitori o dei suoi cari.

Iniziamo col dire che non è sufficiente per escludere dal testamento un figlio accusarlo di non occuparsi dei genitori, di non andare a trovarli o di non farsi sentire telefonicamente.

Un figlio è indegno e può essere escluso dal testamento solo se ha attentato alla vita dei genitori, di un loro discendente (figlio o nipote) o ne ha provocato volontariamente la morte [2].

Lo è pure nel caso in cui abbia commesso nei confronti del genitore il reato di violenza sessuale [3].

Anche se il figlio ha denunciato i genitori o un loro discendente per un reato punito con l’ergastolo o con una pena superiore a 3 anni ed è stato condannato per calunnia oppure se ha testimoniato il falso contro di loro, può essere escluso dal testamento.

Insomma, possiamo diseredare nostro figlio solo se, ad esempio, ha cercato di ucciderci.

Non possiamo farlo, invece, se ha commesso lo stesso reato nei confronti di una persona con la quale non abbiamo alcun legame e ciò anche se, comportandosi in questo modo, ha infangato il nostro buon nome.

  1. Art.537 codice civile.
  2. Art.463 codice civile.
  3. Art.609 novies codice penale.