Circolazione Stradale

Si può guidare con il gesso oppure no?

Rompersi un braccio o una gamba è senza dubbio una gran scocciatura.

Il gesso limita i nostri movimenti e, spesso, ci costringe a rinunciare agli impegni già presi.

Sarebbe bello poter saltare in macchina e andare in giro come se nulla fosse, così da non dover cambiare i nostri programmi.

Il problema è che non si può guidare con il gesso.

Ma è proprio così?

Si può guidare con il gesso: cosa dice la legge?

Tutte le regole che disciplinano la circolazione stradale sono contenute nel codice della strada.

Ci sono articoli che stabiliscono quali caratteristiche devono avere i mezzi che viaggiano nelle nostre città.

Altri fissano i limiti di velocità che, di volta in volta, dobbiamo rispettare.

Altri ancora puniscono il comportamento degli automobilisti indisciplinati e così via.

Nessun articolo, però, stabilisce che non si può guidare con il gesso.

Allora, possiamo metterci tranquillamente alla guida della nostra auto con un braccio o una gamba ingessati?

Non è così.

Alcuni articoli del codice vietano a chi non si trova in perfette condizioni fisiche di mettersi alla guida [1].

Cerchiamo di capire meglio.

Noi tutti sappiamo che per fare la patente dobbiamo sottoporci a una visita medica che accerti il nostro stato di salute (udito, vista e così via).

La nostra salute, inoltre, viene verificata periodicamente, di solito nel momento in cui dobbiamo rinnovare la patente.

Lo scopo è quello di controllare se continuiamo ad avere i requisiti fisici e psichici necessari per guidare.

Facciamo un esempio.

Se siamo diventati sordi, la nostra patente non verrà rinnovata, salvo riuscire a dimostrare che con un apparecchio acustico siamo comunque in grado di sentire i suoni.

Se siamo affetti da una grave malattia che ci causa crisi improvvise con perdita dei sensi, la patente non ci verrà rinnovata.

Insomma, chi guida deve stare bene sia nel fisico, che nella mente.

Così anche il gesso potrebbe essere considerato un elemento che riduce le nostre capacità fisiche.

Non solo.

Il codice della strada [2] stabilisce che chi si mette alla guida deve sempre essere in grado di controllare il mezzo e di fare tutte le manovre in sicurezza.

Ad esempio, dobbiamo sempre essere in grado di fermare l’auto davanti ad un ostacolo, salvo che non sia prevedibile.

Infine, quando guidiamo dobbiamo poterci muovere liberamente all’interno del nostro veicolo per poter eseguire tutte le operazioni necessarie per condurlo [3].

Si può guidare con il gesso oppure no?

Abbiamo già detto che non c’è alcun articolo che ci vieta di guidare con un braccio o una gamba ingessati.

È certo, però, che il gesso rende più lenti e difficoltosi i nostri movimenti.

Infatti, sarà più difficile muoversi liberamente e fare tutte le manovre necessarie per circolare con sicurezza ed evitare i pericoli della strada.

Un braccio ingessato può impedirci di sterzare di fronte ad un ostacolo inatteso.
Allo stesso modo un piede fasciato può rendere difficoltoso schiacciare con forza il pedale del freno quando è necessario fermarsi improvvisamente.

Insomma, quando guidiamo un mezzo dobbiamo essere sempre al massimo della nostra forma fisica in modo da essere pronti ad affrontare qualsiasi situazione imprevista e a compiere tutte le manovre necessarie per non mettere in pericolo la nostra vita e quella degli altri.

Se queste sono le regole stabilite dal codice della strada, guidare con un braccio o una gamba ingessati non è mai una buona idea.

Poco conta se la nostra auto ha il cambio automatico, il servosterzo o qualsiasi altro dispositivo che rende più facile la guida.

Non c’è dubbio, infine, che un piede o una gamba ingessati non riducono le nostre capacità di guida allo stesso modo di una fasciatura sull’avambraccio che ci consente di muovere liberamente la nostra mano.

Cosa rischiamo se guidiamo con il gesso?

Anche se non c’è una legge che vieta espressamente di guidare con il gesso, non è escluso che se veniamo fermati per un controllo gli agenti ci multino lo stesso.

Se il poliziotto o il carabiniere ritengono che non siamo in grado di controllare l’auto e, quindi, di guidare in sicurezza, possono farci una multa da 42 a 173 euro.

Se, invece, pensano che il gesso limiti i nostri movimenti, non consentendoci di eseguire tutte le manovre necessarie per guidare, possono farci una multa ancora più salata, da 87 a 344 euro.

In quest’ultimo caso, oltre a dover mettere mano al portafoglio, rischiamo anche di perdere un punto della patente.

Si può guidare con fasciature, tutori o altri dispositivi medici?

Quello che abbiamo appena detto vale pure quando ci mettiamo alla guida con un dito steccato, una fasciatura rigida alla mano, un tutore che immobilizza la gamba o un collare cervicale.

Anche in questi casi rischiamo di essere multati.

Infatti, se portiamo un collare cervicale o un tutore alla gamba, non siamo comunque in grado di muoverci liberamente e di eseguire tutte le manovre necessarie per evitare un ostacolo imprevisto o affrontare altre situazioni di pericolo.

Cosa succede in caso di incidente?

Prendere una multa non è quanto di peggio ci possa capitare se guidiamo con il gesso.

Se restiamo coinvolti in un incidente rischiamo molto di più.

L’assicurazione, infatti, potrebbe rifiutarsi di risarcire i danni che abbiamo causato guidando una macchina con un braccio o una gamba ingessati.

Questo perché ci siamo messi alla guida in condizioni fisiche non adeguate, violando le regole del codice della strada.

Così, toccherà alla nostra compagnia di assicurazione provvedere a risarcire i danni che abbiamo causato.

Il nostro assicuratore, poi, si rivolgerà a noi per ottenere il rimborso di quanto pagato al danneggiato (c.d. rivalsa) [4].

La stessa cosa succede nel caso in cui chi ha causato l’incidente si era messo alla guida dopo aver bevuto o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Infine, può essere utile sapere che il diritto di rivalsa da parte della nostra compagnia di assicurazione si prescrive in un anno a partire dal giorno in cui ha pagato il risarcimento al terzo danneggiato [5].

Inoltre, se la compagnia ha risarcito il danneggiato effettuando più pagamenti, avremo termini di prescrizione diversi per ciascuno di essi.

La prescrizione, insomma, non inizia a decorrere dall’ultimo pagamento.

  1. Art.115 codice della strada.
  2. Art.141 codice della strada.
  3. Art.169 codice della strada.
  4. Art.144 codice delle assicurazioni.
  5. Cass. civ. n.13600 del 21 maggio 2014.